Platone (che in realtà si chiamava Aristocle) è stato una delle personalità più importanti della storia.
Platone era di Atene e visse nel IV secolo avanti cristo ossia circa 2.400 anni fa.
Insieme con il suo maestro Socrate e con il suo allievo Aristotele, all’ombra degli ulivi e delle viti, Platone ha posto le basi del pensiero filosofico occidentale.
Ebbene, Platone è stato (anche) uno sportivo, anzi un campione in una attività che era una via di mezzo tra la lotta e il pugilato.
Il suo soprannome -Platone- deriverebbe da “platys” che significa “ampio” con riferimento appunto al suo fisico imponente e alla larghezza delle sue spalle, ma la cosa non è certa.
Questo fatto che il grande filosofo Platone fosse (anche) uno sportivo e che avesse, a quanto sembra, un fisico fuori dal comune, per ovvi motivi personali e antropometrici mi ha sempre incuriosito assai.
Innanzitutto perché la forma, l’aspetto esteriore di ognuno di noi non può non condizionare il nostro essere, la percezione che abbiamo di noi stessi nonché quella che abbiamo degli altri e che gli altri hanno di noi.
In qualche modo, quindi, la forma è veramente sostanza, come dimostra il concetto greco correlato al termine “morphḗ”.
Soprattutto però, per il ruolo dell’attività sportiva nella formazione di una persona.
Infatti, lo “sport” ai tempi di Platone non era inteso come lo si intende al giorno d’oggi, essendo correlato più all’educazione che alla competizione (anche se vincere certo non è tutto ma è sempre meglio che perdere).
Non è un caso che in greco “ginnasio” e “ginnastica” abbiano la stessa radice etimologica.
Semplificando moltissimo, per Platone l’educazione consisteva nella musica per l’anima e nell’attività fisica per il corpo.
Scopo ultimo di queste due componenti dell’educazione era il perseguimento del “metron” ossia della misura e dell’armonia.
Per gli antichi Greci misura e armonia erano così connaturate da non poter nemmeno esistere l’una senza l’altra, ed erano così importanti che in esse consisteva l’essenza stessa della “bellezza”, intesa soprattutto, come già detto, come sviluppo armonico della personalità.
Gli antichi Greci, quasi 25 secoli fa, avevano dunque avuto l’intuizione della “proporzione” come metronomo e legge regolatrice della natura e dell’arte, come dimostrò, secoli più tardi, il matematico Fibonacci (il pisano Leonardo Bonacci) con la sua “sezione aurea” (in foto).
Gli antichi Greci avevano anche intuito che l’esercizio fisico è un momento prevalentemente formativo e dunque attività di appannaggio praticamente esclusivo della gioventù.
Con queste premesse, è evidente che il rapporto tra filosofia e sport sia stretto e risalente e, spesso, controverso, perché le dispute filosofiche intorno allo sport sono connaturate al fatto che lo sport rappresenti il palcoscenico della vita.
Lo sport mette in scena quotidianamente, amplificate, la continua contrapposizione tra il bene e il male, tra egoismo e generosità, tra miseria e nobiltà, ecc. ecc.
Tornando sulla Terra, se dunque Platone ti dice che musica e sport sono i pilastri dell’armonia e della bellezza allora ascolta la musica che ti piace e conservala nella testa e nel cuore, perché così nessuno potrà mai portartela via, fossi anche in una cella d’isolamento o in fondo al mare.
Allo stesso modo, anche se la natura ti ha imprigionato in un corpo -imponente o minuto che sia- non sentirti per questo etichettato a vita e rinchiuso per sempre in quel busto di gesso, perché il corpo è soltanto uno strumento e un passaggio.
Anzi, al contrario, pensa a Platone, a ciò che aveva in testa, a come abbia coltivato tutti i suoi proteiformi contesti, magari a volte inaspettati anche per lui.
Solo così, forse, potrai avvicinarti al tuo personalissimo “metron” di misura e armonia e crogiolarti al sole della vera bellezza.
Infine, per sano e doveroso understatement, pensa alla “misura” di Platone e pensa anche allo scrittore e giornalista Giuseppe Prezzolini che morì a 100 anni e al quale un giorno chiesero: “Maestro, qual é il segreto della sua longevità?”
Lui rispose: “ Non ho mai fatto sport .”

Di Massimo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *